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Scheda Pitone reale - Alimentazione

Schede > Python regius


I pitoni reali, come la maggior parte dei serpenti, sono predatori carnivori e si nutrono dunque con i classici topi o ratti interi, le prede per loro più nutrienti e bilanciate. Nutrire i propri ofidi con parti di pollo o di altri animali non è consigliabile in quanto privi di viscere, pelo e ossa necessarie all’assorbimento delle sostanze nutritive necessarie ai nostri amici striscianti.


Gli esemplari appena nati inizieranno a mangiare dopo la prima, faticosissima muta. Ai pitoni reali baby andrà offerto un pasto ogni 4-5 giorni.

Si passerà a una settimana per i subadulti, arrivando ad un pasto ogni dieci giorni per gli esemplari adulti.
Un pasto, che può essere costituito da una o più prede (meglio una delle giuste dimensioni), dovrà corrispondere
all’incirca al 20% del peso dell’ofide. Ovviamente tutte queste linee guida lasciano margini di discrezionalità più o meno ampi, ad esempio l’intervallo tra un pasto e l’altro sarà più lungo se la preda offerta è più grande del dovuto, e con l’esperienza sarà possibile regolarsi ad occhio sulle dimensioni e il peso di quest’ultima.

E' bene non sovralimentare un animale domestico, un serpente obeso andrà incontro a numerosi problemi di salute, tra cui la sterilità.
Questa pratica prende il nome di powerfeeding e consiste nell'alimentare incessantemente il proprio animale, anche in piena digestione, permettendogli di raggiungere dimensioni e peso da record ed in tempi molto brevi.
E' da precisare, tuttavia, che difficilmente i pitoni reali ci permetteranno di alimentarli più del dovuto. Al contrario di animali "fogna" come boa o moluri, che normalmente accetterebbero un pasto ogni volta venga loro offerto, se mangeranno troppo decideranno semplicemente di prendersi una pausa fino a che non avranno di nuovo fame.
Inoltre le loro dimensioni sono tali da rendere impossibile un'ulteriore "spinta" rispetto a quelli che sono i loro limiti in lunghezza o peso.
Ad ogni modo, volendo sfruttare il fatto che nei primi due anni della loro vita assimilano quasi tutto ciò che mangiano crescendo velocemente, si possono accelerare i tempi per la riproduzione, soprattutto per le femmine, rendendoli maturi con qualche mese o addirittura un anno di anticipo.
Per far ciò, basterà nutrirli con prede leggermente più piccole, in modo da ridurre la distanza tra un pasto e l'altro. In questo modo, i nostri reali assimileranno buona parte del pasto e lo digeriranno più velocemente, essendo pronti per il prossimo in tempi più brevi.

Dopo mangiato, è importante lasciare in pace l’ofide per due o tre giorni, in quanto la manipolazione può farlo sentire minacciato e quindi potrebbe decidere di rigurgitare la preda considerandola una sorta di zavorra.


I reali, nell'ambito della terrariofilia, sono diventati tristemente famosi per i loro
digiuni che, nei periodi più disparati dell'anno, fanno apparentemente senza alcun motivo.
Spesso si tende a minimizzare il problema, dicendo che per loro è normale o consigliando di non preoccuparsi troppo se il nostro pitone ha un appetito altalenante per svariati mesi.
A mio modo di vedere, ciò deriva dal fatto che questi animali sono molto sensibili ai parametri, la dieta e l'ambiente a cui li sottoponiamo.
Molti diguni liquidati come fisiologici sono infatti conseguenza di errori di stabulazione, quali temperature basse, umidità troppo alta o troppo bassa, difficoltà nel ricreare un ottimale gradiente termico all'interno della teca, pasti troppo ravvicinati, letarghi invernali forzati (!!!) conseguenza di vere e proprie brumazioni anche quando non si devono riprodurre, stress derivante da un terrario troppo grande o maneggiamento eccessivo o ancora dal troppo caos attorno a quello che è uno dei serpenti più riservati e timidi in assoluto.
Tutti errori che molti neofiti, me compreso, fanno od hanno fatto. Essendo il pitone reale un serpente comprato da - o consigliato a - questi ultimi, ecco spiegata la sua reputazione di
problem feeder.
Ponendo rimedio a tutti questi errori, i digiuni iniziano a scomparire.
Ovviamente resta quella percentuale di reali che avrà problemi coi pasti sempre e comunque, o presenteranno, quando diventeranno riproduttivi (soprattutto i maschi), inappetenza.
Ma questo accade a tutte le specie di ofidi!
Tuttavia devo ammettere di aver notato con quasi tutti i miei
Python regius che nonostante un'ottima stabulazione tendono a digiunare durante i mesi più freddi dell'anno (da Dicembre a fine Gennaio).

Se il pitone non è denutrito non ci si deve preoccupare, basterà continuare ad offrirgli la preda ad intervalli un po’ più ampi e prima o poi, quando lo vorrà, riprenderà a mangiare normalmente.
Ricordate inoltre che i serpenti, specialmente i pitoni, hanno un metabolismo molto più lento dei mammiferi, riuscendo quindi a sopportare digiuni lunghi svariati mesi senza conseguenze. Non lasciatevi quindi prendere dal panico se il vostro pitone rifiuta il cibo e perde qualche grammo, lasciate fare a lui. Qualora dovesse presentare segni
evidenti di deperimento, si potrà provare ad alimentarlo forzatamente, ma come al solito è decisamente sconsigliato il fai-da-te. Meglio portarlo dal veterinario.
Questa rappresenta comunque l’ultima spiaggia.

Per quanto riguarda la
defecazione, solitamente la effettuano dopo un paio di pasti. Se non dovesse succedere ma non dovessero esserci segni evidenti di costipazione, quali gonfiori prima della cloaca, fecalomi (feci indurite) o tendenza a rimanere distesi piuttosto che acciambellati, non ci si deve preoccupare e si può continuare a nutrirlo.
Se l'animale non vuole defecare nemmeno dopo 4-5 pasti sarà bene sospendere l'alimentazione e stimolarlo con un leggero massaggio addominale o un bagnetto.


Apro adesso una piccola parentesi sull’argomento alimentazione e l’eterna bagarre tra sostenitori del
vivo e del morto.
Sicuramente è questo il fattore che più ci scoraggia quando pensiamo di comprare un ofide.
I serpenti, essendo animali carnivori, devono essere nutriti con le prede a loro più congeniali, ovvero piccoli mammiferi come topi e ratti. Raramente si possono offrire loro criceti o piccoli volatili, ma è preferibile evitare in quanto i primi causano facilmente costipazioni intestinali e i secondi sono poco nutrienti.
Non è facile pensare a questi simpatici animaletti come animali da pasto che vanno incontro ad una lenta quanto inesorabile morte.
I pitoni reali, contrariamente a quanto si dice in giro, possono essere facilmente abituati a mangiare prede morte o decongelate, la possibilità di successo è anzi molto alta se si prova sin dalla loro nascita. Tuttavia, esiste quella piccolissima percentuale di serpenti che proprio di cibo morto non ne vuole sapere. In questo caso bisogna scegliere tra la propria passione o le proprie remore a mettere un innocente topolino nella teca e aspettare che la natura faccia il suo corso. Se non siete sicuri di riuscire a fornire al serpente il cibo di cui ha bisogno, o di non riuscire a reperirlo, non prendetene uno!

Se siete fortunati e il vostro pitone accetta il cibo morto, non dategli il vivo. Non si dà il morto solo perché i roditori non soffrano, che è una cosa riguardo alla quale tutti noi possiamo avere una diversa sensibilità, ma anche perché, se un topolino difficilmente può provocare danni seri al serpente, un ratto può riuscire benissimo a cavargli un occhio o sfregiarlo.



Ferite mortali provocate da un ratto vivo lasciato
assieme a quello che doveva essere il suo predatore



Se proprio dovete dare il vivo perché credete che sia più naturale – parlare di natura in una teca in cui la selezione naturale non metterà mai piede mi sembra quantomeno fuori luogo – o perché proprio non accetta il morto (qui non resta altro che arrendersi), assicuratevi di tenere dentro il topo per non più di 5 -10 minuti. Se il serpente non è interessato toglietelo, potrebbe iniziare a rosicchiare fili, oggetti o persino il vostro animale. In ogni caso non lasciatelo mai senza monitorare, per quanto un ratto possa mordere sempre e comunque, persino mentre viene costretto.

Se volete dare il morto, potete scegliere tra
prekilled e decongelato.
Il prekilled, come dice la parola stessa, consiste in un topo ucciso appena prima di essere dato in pasto. I metodi più indolori sono la dislocazione cervicale – prendere un cacciavite e fermare con esso il collo del topo su una superficie piana, dopodiché tirare la coda fino a sentire un crack – oppure sbatterne la testa contro uno spigolo di una mensola (a mio avviso, se fatto bene, il metodo più indolore e sbrigativo), o ancora usare una camera a gas con CO2.
Il decongelato consiste in un roditore ucciso e messo in congelatore per scongelarlo prima del pasto, mettendolo in un sacchetto per cibi e lasciandolo una mezz’oretta in acqua calda oppure facendolo scongelare a temperatura ambiente. Ricordate di riscaldarne bene il muso visto che i reali si servono delle fossette termorecettrici per individuare la preda.
Con il prekilled, il topo rimane caldo e non perde nessuna sostanza nutritiva. Il decongelato è invece utile per chi vuole fare una bella scorta. Inoltre, ricordo che il prekilled può avere parassiti interni o acari, neutralizzati dal congelamento, mentre prede rimaste in congelatore per svariati mesi iniziano a perdere inesorabilmente i loro componenti nutrizionali.
Gli inconvenienti di quest’ultimo, invece, sono altri: per cominciare, si è costretti a buttare il topo se il pitone proprio non lo accetta (eventualità tutt’altro che rara), inoltre dobbiamo essere sicuri che tra la morte e il congelamento non sia passato troppo tempo. In particolare, un roditore può rimanere in congelatore per 6 mesi senza che vi sia alcuna perdita di sostanze nutritive.
Tirando le somme, se siete sicuri della salute e della pulizia dei roditori e non avete problemi a sopprimerli, usate il prekilled. Se dovete fare una scorta per un paio di mesi e siete sicuri della provenienza delle prede, usate il decongelato.



Usate delle pinze per fingere che il ratto
sia vivo e per evitare che il pitone, confondendosi
o sbagliando mira, morda voi invece che la preda


Per quanto riguarda l'
integrazione di vitamine o calcio, essa è assolutamente inutile (posto ovviamente che l'animale sia in salute), in quanto i serpenti prendono tutto ciò che serve direttamente dalle prede, a differenza dei sauri insettivori o erbivori.
Alcuni dicono sia necessario integrare qualche pasto se si usa il decongelato, ma questo sarebbe utile solo in caso di prede rimaste in congelatore per molti, molti mesi.
Personalmente ritengo che non si possa "prescrivere" un'eventuale integrazione supponendo la quantità di vitamine perse dalle prede decongelate e quindi in modo totalmente arbitrario. Basta non tenerle in freezer per più di sei mesi e l'ipotetico problema sparisce.

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