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Scheda Pitone reale - FAQ

Schede > Python regius


D:
E’ legale detenere serpenti?
R: Si, purché si possieda, per le specie che lo richiedano, il certificato CITES. In ogni caso è vietato detenere ofidi pericolosi per l’incolumità pubblica - tutti i velenosi tranne la maggior parte degli opistoglifi, il pitone reticolato (Python reticulatus) e l’anaconda verde (Eunectes murinus) - in seguito al Decreto ministeriale del 1996.


D: Quali sono le differenze tra un serpente di cattura, uno di farm e uno nato in cattività?
R: Solitamente i serpenti di cattura (WC, ovvero Wild Caught) mal si adattano alla vita in cattività, tendono ad essere aggressivi e inappetenti, debilitati e stressati per il viaggio transcontinentale, sono pieni di parassiti interni ed esterni e affetti da altre patologie. Un serpente proveniente da farm (CH, ovvero Captive Hatched) viene fatto nascere in strutture controllate da uova o femmine prelevate in natura, per essere poi esportato in altri continenti. Anch’esso può essere, all’inizio, parassitato o aggressivo a causa del lungo viaggio, tuttavia rimane un serpente facile da gestire rispetto a quelli catturati. La maggioranza dei pitoni reali che troviamo ai negozi proviene da farm ghanesi. Un ofide nato in cattività (CB o CBB, rispettivamente Captive Bred e Captive Bred and Born), resta comunque la scelta migliore, essendo solitamente più resistente, meno aggressivo e inappetente. Inoltre, acquistando un serpente nato in cattività, non si procura un danno alla natura (nonostante l’esportazione di pitoni reali sia comunque un'enorme realtà a causa della grandissima richiesta e popolarità di quest’ofide).


D: Cosa significano le sigle WC e CB e quei numeri che a volte vedo prima di una specie?
R: Indicano la provenienza, il numero e il sesso degli animali posseduti per quella specie. In particolare, WC significa che l’animale è di cattura, CB o CBB che è nato in cattività, mentre i numeri, generalmente tre e separati da un punto, indicano in ordine i maschi, le femmine e gli animali non ancora sessati (esempio: 1.2.4 significa un maschio, due femmine e quattro non sessati).


D: Voglio prendere un pitone reale. Cosa mi serve?
R: Innanzitutto serve allestire il terrario prima che il vostro nuovo amico arrivi a casa. Una teca/vasca della lunghezza uguale ai 2/3 di quella del serpente sarà l'ideale: né troppo stretta né troppo grande. Prendete un tappetino riscaldante grande come la metà della base della teca e attaccatelo ad un termostato settandolo a 31°C. Infine una bacinella, una tana e il substrato. Non serve altro.


D: Quanto diventano grandi?
R: In media i maschi arrivano a superare di poco il metro e venti di lunghezza, le femmine i 140 cm. Esistono femmine arrivate fino a 190 cm, ma sono eccezioni.


D: Riscaldamento dall’alto o dal basso?
R: Sarebbe meglio esclusivamente dal basso, essendo animali notturni e terricoli i pitoni reali non si riscalderebbero mai al sole ma grazie al calore emanato dal terreno per irraggiamento. Inoltre una lampada, in terrari non molto grandi, non permette una separazione netta tra zona calda e zona fredda.


D: Nel terrario va usata una lampadina o un neon per far capire all’animale quando è giorno e quando è notte?
R: Se la stanza in cui è posizionato il terrario non è buia al 100% anche di giorno non c’è bisogno di nessuna illuminazione all’interno di esso. Va comunque ricordato che i reali sono animali che preferiscono la penombra.


D: Ho pensato di prendere un compagno al mio pitone reale per non farlo sentire solo. Faccio bene?
R: Assolutamente no. Una regola basilare dell'erpetofilia è “One snake one cage”. I serpenti sono schivi e solitari, non hanno necessità di compagnia, anzi vedrebbero il coinquilino come un intruso. Inoltre il cannibalismo, volontario o accidentale, è una pratica comune tra i serpenti - più tra i colubridi e gli elapidi che nei boa o nei pitoni.
Se acquistiamo un altro animale è comunque obbligatoria una quarantena.
Un altro elemento che dovrebbe scoraggiarci è il rischio di gravidanze indesiderate e premature se si fanno convivere serpenti di sesso opposto. Se la femmina è troppo piccola può andare incontro a seri problemi come la distocia.


D: Finalmente l’ho portato a casa. Posso già nutrirlo? Con cosa e con che frequenza?
R: No, meglio aspettare qualche giorno per lasciare che si sia abituato al nuovo habitat. Dopo 4-5 giorni si potrà offrire una preda adeguata (20% circa del peso del serpente) con una frequenza di 5 giorni per i baby, 7 per i subadulti e 10/14 per gli adulti. L’alimento ideale è il ratto (Rattus norvegicus) o il topo (Mus musculus).


D: Il mio pitone non mangia. Perché?
R: Ci possono essere tanti motivi. In generale è bene ricordare che i pitoni reali non sono dei gran mangioni: se non vogliono nutrirsi smettono semplicemente di farlo senza che questo procuri loro un danno. Solitamente smettono di nutrirsi appena sopraggiunge il freddo invernale. Bisogna armarsi di pazienza e continuare ad offrire prede a cadenza regolare. Se volete un serpente che non rifiuti mai il pasto cambiate specie.
Altre cause dell’inappetenza possono essere lo stress (maneggiamento o terrario troppo grande), il sopraggiungere della muta, temperature troppo basse, costipazione o un intervallo troppo breve tra un pasto e l’altro.
La maggior parte dei digiuni a cui vanno incontro è provocata da errori di gestione, consultate quindi la pagina relativa alla stabulazione che trovate
qui.


D: Preda viva o morta? E’ vero che se offro prede vive sarà difficilmente inappetente? Come posso abituarlo al morto?
R: Falso. Se un serpente si nutre abitualmente di prede morte non c’è motivo per cui debba esigere solo il vivo. E’ anche vero che alcuni pitoni reali non si abituano facilmente al morto/decongelato. Anche qui serve pazienza.
In ogni caso, nutrirli con prede morte è più sicuro, sia dal punto di vista sanitario che per quanto riguarda l’incolumità del serpente.
Per abituare un reale al morto in genere si ricorre ad un digiuno forzato di qualche settimana, in seguito al quale si propone una preda morta. Se l'animale rifiuta, dare una preda viva significherebbe vanificare tutti gli sforzi fatti fino a quel momento, per cui sarà meglio procedere ad oltranza riprovando dopo dieci o quindici giorni.
Ovviamente l'animale dev'essere in perfetto stato di salute prima di decidere di tenerlo a digiuno!
Nonostante possa sembrare poco ortodosso, l'esperienza insegna che questo metodo è quello che dà più risultati.


D: Devo integrare l’alimentazione con vitamine o calcio?
R: I serpenti prendono tutte le sostanze a loro necessarie dalle prede intere. Non hanno perciò bisogno di alcuna integrazione, neppure se si usa il congelato. L’ipervitaminosi è una patologia abbastanza seria.


D: Perché il mio pitone sta sempre nella tana o in acqua?
R: Perché è un animale fossorio e in natura farebbe lo stesso. Possono esserci comunque anche altre cause, ad esempio problemi di salute o stress. Per questo è importante assicurarci della sua salute al momento dell’acquisto e non disturbarlo troppo in seguito ad esso.
Se il serpente sta sempre in acqua, le prime cose da fare sono assicurarsi che non abbia acari e che umidità e temperatura siano corrette.


D: Il mio pitone fa cacchette bianche. Sta male?
R: No, quelli sono urati e non feci. Nei serpenti, le scorie vengono espulse sotto forma di acido urico e non di urea come nei mammiferi. Il risultato è una pallina bianca che si solidifica in fretta fino a sembrare solida. Le feci sono abbastanza riconoscibili e il loro aspetto e odore non hanno nulla di diverso rispetto a quelle dei mammiferi.


D: Il mio pitone sembra opaco e non si muove dalla tana. Cosa faccio?
R: Basta aspettare che finisca la muta. Solitamente se ne starà rintanato per tutto il processo per poi uscire a muta ultimata e lasciare un ricordino nel terrario.
Durante la muta è bene non dargli fastidio né offrirgli cibo, a causa dell'abbassamento del metabolismo a cui vanno incontro, e ricordarsi di tenere un po' più alto il tasso di umidità.


D: Cosa faccio se il mio pitone fa la muta a pezzi? Perché non l’ha fatta intera?
R: In questo caso bisogna aiutare a togliere la pelle vecchia umidificandola e tirandola via delicatamente con del cotone o le dita. Le cause vanno cercate in valori troppo bassi di umidità, acari, stress o ferite superficiali.


D: Il mio pitone ha degli strani animaletti che si muovono sopra di lui, cosa sono?
R: Sono acari, artropodi parassiti ematofagi (si nutrono cioè del sangue dell’organismo che li ospita). Come prima cosa occorre allestire un terrario semisterile, con tana, vaschetta dell’acqua e scottex o giornali come fondo, per rendersi conto dell’entità dell’infestazione. Se è il caso si disinfesterà il terrario con un prodotto antiacari.


D: Il mio pitone si è ustionato, cosa faccio?
R: In caso di ustione ci si deve rivolgere in fretta al veterinario che sceglierà la terapia più adatta, nel frattempo si allestirà un terrario semisterile (carta assorbente leggermente bagnata come substrato e vaschetta d'acqua) per non infettare le ferite. Prevenire è meglio che curare, perciò assicuratevi di proteggere le fonti riscaldanti per evitare che l’ofide possa arrivare al contatto con esse.


D: Come riconosco il sesso o l’età del mio pitone?
R: Per il sesso, soprattutto se baby, il sessaggio “ad occhio” lascia un discreto margine di errore. Meglio portarlo dal veterinario o da un allevatore competente che lo sesserà e potrà spiegarci come fare.
Per quanto riguarda l’età, non è assolutamente possibile essere precisi se non si conosce la data di nascita del serpente, essendo le loro dimensioni direttamente proporzionali alla loro dieta, specialmente nei primi quattro anni di età. Un pitone reale di 75 cm potrebbe pertanto avere 6 mesi come 6 anni.


D: Il mio pitone è fuggito, cosa devo fare?
R: Le prime cose da fare sono assicurarsi che non lasci la stanza e cercare nei luoghi stretti, bui e caldi. In seguito si potranno mettere un topolino vivo in una gabbia per attirarlo o della farina per terra, allo scopo di seguire i suoi spostamenti.
La cosa migliore da fare è comunque continuare a cercare.


D: Cos’è un morph? Che differenza c’è tra morph dominanti, codominanti e recessivi?
R: E’ una mutazione genetica determinata da uno o più geni mutati e che, per questo, differisce dalla forma normale (o ancestrale).
I tre tipi di morph si possono distinguere perché i dominanti sono uguali sia in eterozigosi (un allele mutato su due, e quindi ereditato da un solo genitore) e omozigosi (due alleli mutati su due, ereditati da entrambi i genitori), i codominanti sono diversi in eterozigosi e omozigoti e i recessivi si manifestano solo in omozigosi.
Per maggiori informazioni consultate la pagina dedicata alla genetica che trovate
qui.


D: A che età possono accoppiarsi i pitoni reali?

R: Parlare di età non basta, devono anche avere il peso giusto. I maschi devono avere un anno di età e pesare almeno 600 gr (esistono casi di maschi maturi a 4 mesi e mezzo per 390 grammi, Markus Jayne), le femmine devono essere al loro terzo inverno e pesare almeno 1500 gr (ci sono femmine che maturano prima, ma l’importante è che abbiano raggiunto il peso giusto).
Se avete altri dubbi, consultate la pagina relativa alla riproduzione che trovate
qui.


D: I pitoni reali vanno in letargo?
R: No, vanno ciclati se li si vuole riprodurre. Il letargo (o più precisamente brumazione) viene fatto fare ai colubridi, e coincide con un abbassamento graduale della temperatura diurna e di quella notturna fino alla temperatura a cui diventano inattivi. Ai pitoni e i boa, non andando in letargo, viene abbassata solo la temperatura notturna in modo tale da stimolare l’accoppiamento. La diurna rimane a 31° per mantenere attivo il loro metabolismo.
Se avete qualche dubbio sulle modalità e durata del ciclaggio, consultate la pagina che tratta la riproduzione che trovate
qui.


D: Dopo gli accoppiamenti e la deposizione, faccio covare le uova alla madre o uso un’incubatrice?
R: Dipende. Se avete intenzione di accoppiare di nuovo la madre e preferite limitare il numero di cuccioli morti, meglio usare l’incubatrice. La madre potrà essere nutrita di nuovo e le uova saranno incubate a temperatura e umidità stabili e ottimali.


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