Schede > Pantherophis (ex Elaphe) guttatus
Tassonomia
Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Classe: Reptilia
Ordine: Squamata
Subordine: Ophidia
Superfamiglia: Colubroidea
Famiglia: Colubridae
Genere: Pantherophis
Specie: Pantherophis guttatus
Nome comune: Serpente del granoturco, Cornsnake
Altre sottospecie: nessuna (L'ex Elaphe guttata emoryi è stata elevata a specie)
Habitat
Il P. guttatus è orginario del Nord America. Il suo areale di distribuzione consta praticamente in tutti gli Stati Uniti, da nord a sud.
Dal sud degli Stati uniti provengono gli esemplari dal rosso e dai contrasti più accesi, come gli Okeetee o i Miami.
Areale di distribuzione
del Pantherophis guttatus
Morfologia e comportamento
Il Pantherophis guttatus è un colubride di dimensioni medie, crescendo solitamente fino a 80/120 cm - sono noti esemplari di 180 cm - e arrivando a pesare dai 250 ai 900 grammi.
Come quasi tutti i colubridi, ha occhi grandi e a pupilla rotonda, una vista sviluppata, la testa non è molto distinta dal collo negli esemplari adulti e la corporatura è slanciata e snella.
Non ha fossette sensoriali o speroni pericloacali come i pitoni o i boa ed è un rettile oviparo. Questa specie presenta abitudini prettamente crepuscolari-notturne, e, nonostante in terrario da baby ami arrampicarsi, rimane un animale terricolo.
Viene chiamato Cornsnake (serpente del mais o granoturco, e non del grano) perché è facile trovarlo a caccia di roditori nei campi di mais. Qualcuno dice si chiami così a causa della colorazione a scacchi del ventre che ricorda una pannocchia.
Tipica colorazione "a scacchi" del ventre
Per distinguerne i sessi, basta confrontare le code, più grandi e lunghe nei maschi che nelle femmine, a causa della presenza degli organi sessuali.
Come per i pitoni, è opportuno sessare i propri animali con metodi sicuri, come il popping o il sondaggio, per averne un'indispensabile conferma.
Nel fenotipo ancestrale, presenta una livrea arancione rossastra a sfumature gialle e delle selle bordate di nero in cui il rosso è più acceso. La pancia ha il tipico disegno a scacchi a colori bianco e nero e il muso ha delle strisce verticali nere che partono dalla bocca. Anche gli occhi sono rossi.
P. guttatus ancestrale (locality Okeetee)
Il Pantherophis guttatus viene spesso consigliato a chi comincia ad allevare ofidi a causa della sua estrema docilità. Raramente capita di vedere esemplari mordaci, e nel 99% dei casi questo è riconducibile a stress, indotto da un trasloco recente o dall'eccessivo maneggiamento.
C'è da dire che, comunque, con la loro piccola testa non riuscirebbero mai ad infliggere un morso doloroso.
Stabulazione
Essendo un animale che rimane di dimensioni contenute, stabulare un esemplare di Pantherophis guttatus non è mai un problema. Ricordando che il terrario ideale sarà costruito facendo in modo che i due lati, sommati, siano più o meno uguali alla lunghezza del serpente, un baby può essere stabulato in un faunabox 30x20, mentre un adulto starà bene in un terrario 80x40.
Due elementi imprescindibili sono la tana nella zona calda e la vaschetta dell'acqua. Il resto è come al solito facoltativo.
Come substrato, possono essere usati fogli di giornale, carta assorbente, trucioli di faggio depolverato, tappetino di erba sintetica o aspen.
Evitare come al solito sabbia, substrati polverosi o tossici come cedro, pino, abete e altre conifere o facilmente ingeribili come la ghiaia.
Per quanto riguarda le temperature e l'umidità, le prime possono essere raggiunte riscaldando, come al solito, metà della base della teca con un tappetino termostatato a 28° al suolo, mentre per l'umidità basterà la vaschetta, aiutandoci a portarla intorno al 50%.
Anche per loro, essendo animali notturni, le lampade sono inutili e per il fotoperiodo basta la luce della stanza.
E' opportuno tenere a mente che i baby colubridi (i P. guttatus in particolare) sono veri maestri nella fuga. Piccoli come sono riescono a fuggire da ogni buco presente nella teca o nel faunabox, coinvolgendoci in mirabolanti quanto estenuanti avventure nel tentativo di stanarle.
Per questo motivo, è decisamente consigliato stabulare i baby in vasche o faunabox, che non hanno fessure grandi come i terrari, assicurandoci di tappare ogni buco che ci sembra pericoloso.
Prevenire è meglio che curare!
A proposito di prevenzione, è decisamente sconsigliata la convivenza forzata di due o più esemplari, soprattutto giovani.
Oltre allo stress che possono arrecarsi l'un l'altro, tenete a mente che i colubridi sono serpenti che praticano l'ofiofagia, ovvero si nutrono di loro simili!
Nella migliore delle ipotesi uno ingollerà l'altro e lo vomiterà morto, indebolendosi. Nella peggiore, anche lui morirà, soffocato dalla preda che voi gli avete fornito.
Pensateci due volte prima di tenere assieme due Pantherophis guttatus o di esitare nel separarli se già lo state facendo.
Caso di cannibalismo in giovani P. guttatus
Alimentazione
Gli esemplari di Pantherophis guttatus, a parte qualche eccezione, sono davvero voracissimi: difficilmente salteranno un pasto, persino in muta o in inverno!
Mangiano senza problemi topi o ratti, vivo, morto o ancora il decongelato.
Tuttavia, sarebbe meglio evitare di ipernutrire quest'ofide, nonostante mostri tanto appetito.
Naturalmente può capitare di avere a che fare con un serpente che, specie se baby, abbia qualche riluttanza nel mangiare regolarmente. In questo caso, basterà avere pazienza, magari provando a chiudere serpente e preda in una scatola e coprendola con un telo, provando cibo morto se il vivo lo spaventa e viceversa se il morto non lo stimola. Le tecniche sono molteplici, ma ciò che conta davvero è, appunto, la pazienza. L'ingollamento forzato rappresenta in ogni caso l'ultima risorsa in caso di un baby non mangiante.
Per quanto riguarda la frequenza dei pasti, andrà bene ogni quattro o cinque giorni, arrivando, per gli adulti, ad un pasto ogni settimana o dieci giorni.
Il pasto dovrà corrispondere circa al 20% circa del peso del serpente, dando prede di una grandezza ragionevolmente comparabile a quella del suo corpo.
Le prede da offrire sono Mus musculus e Rattus norvegicus, partendo da topi pinky e finendo con ratti fino a 100 gr.
Concludo ricordando che i colubridi, al contrario di boa e pitoni, hanno un metabolismo davvero veloce. Difficilmente non defecheranno tra un pasto e l'altro. Alcuni esemplari lo fanno anche due volte.
Pantherphis guttatus che mangia un topo medio
Legislazione
I colubridi, a parte qualche specie, non sono soggetti alla convenzione di Washington sul commercio degli animali in via di estinzione.
I Pantherophis guttatus possono quindi essere venduti o riprodotti senza essere accompagnati dal certificato CITES.
Riproduzione
Il Pantherophis guttatus è, senza dubbio, uno dei serpenti che si riproducono più facilmente in cattività.
Iniziamo ricordando che è un animale oviparo, le cui uova, una volta deposte dalla madre, si schiudono entro 60 giorni.
Per la riproduzione in terrario, andranno, come al solito, scelti soggetti in salute e abituati alla vita in cattività.
Le femmine possono riprodursi tra il secondo ed il terzo anno di età, con un peso non inferiore ai 300-350 gr, pena il rischio di distocia, mentre i maschi possono riprodursi tra il primo e il secondo anno di età. Ovviamente, anche tra i serpenti del granoturco esistono le eccezioni, con femmine riprodotte a un anno e mezzo e con maschi fertili a pochi mesi.
Anche se questi serpenti riescono a riprodursi anche senza un periodo di brumazione, fornendoglielo riuscirete ad aumentare le possibilità di ottenere un buon risultato in termini di uova fertili.
Al contrario dei pitoni, che vivono in ambienti tropicali e non vanno in letargo, i colubridi abitano generalmente fasce climatiche temperate, e sono quindi soggetti ad un periodo di latenza invernale, che prende il nome di bruma.
Per riprodurre questo periodo in cattività, si approfitterà dell'abbassamento delle temperature col sopraggiungere dell'inverno, portando gradualmente le temperature diurna e notturna a 15°.
Prima di iniziare a brumare vostri serpenti, è bene aspettare qualche settimana dall'ultimo pasto, per essere sicuri che lo abbiano digerito e non rischiare rigurgiti o altre complicazioni di sorta.
Gli animali andranno quindi lasciati in pace per tre mesi circa, l'unica operazione da fare è quella di cambiare l'acqua della ciotola ogni settimana, come da prassi.
Al termine della brumazione, dopo aver rialzato la temperatura gradualmente fino a 28 gradi si aspetterà la muta della femmina.
A muta effettuata, si potrà introdurre il maschio, aspettare l'accoppiamento e separare i serpenti al termine di quest'ultimo. L'accoppiamento vero e proprio è preceduto da una fase di corteggiamento in cui i serpenti si muoveranno a scatti.
Successivamente il maschio inserirà un emipene nella cloaca della femmina e si accoppierà per un intervallo di tempo che varia tra i 10 e i 45 minuti.
Copula tra maschio Anery (in muta) e femmina Ghost:
si noti l'emipene inserito nella cloaca della femmina
Dopo 7 giorni di riposo, in cui si nutriranno i serpenti con prede un po' più piccole, si ripeterà l'operazione finché la femmina non entrerà nella muta pre-deposizione.
Ad una o due settimane dal termine della muta, la femmina deporrà un numero di uova che varia dalla decina scarsa alla trentina.
Le uova potranno essere messe in incubatrice, senza essere separate o capovolte, ad una temperatura di 28 gradi e un'umidità del 90%.
Clutch di uova in una vaschetta con vermiculite e acqua
A circa due mesi dalla deposizione, i piccoli saranno pronti a fare capolino dalle uova.
Dopo aver atteso che i baby P. guttatus escano spontaneamente dall'uovo, li si stabulerà singolarmente in faunabox/vasche di dimensioni adeguate e si attenderà la loro prima muta per alimentarli con un pinky di topo ogni 4-5 giorni.