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Scheda Pitone reale - Riproduzione

Schede > Python regius


Requisiti


Riprodurre i serpenti che abbiamo deciso di allevare, oltre a rappresentare il completamento del loro ciclo biologico, regala ogni anno una soddisfazione senza eguali al momento della schiusa delle uova e può essere un'esperienza molto emozionante e divertente.
Se decidiamo di riprodurre i pitoni reali, è bene preparare gli esemplari in vista della stagione invernale.
E' necessario accoppiare due serpenti in salute, in forma e dell'età giusta per affrontare una riproduzione, oltre a fornire loro i giusti stimoli e una stabulazione corretta (per quest'ultimo punto si rimanda alla scheda specifica che trovate
qui).

Come detto, i due esemplari devono essere in forma e dell'età giusta: i maschi diventano riproduttivi a circa 500 gr di peso e, nonostante possano accoppiarsi al primo anno di vita, danno il meglio di sé dal secondo inverno in poi, mentre le femmine dovrebbero essere riprodotte ad un peso di almeno 1500 gr, peso che in genere raggiungono poco prima del loro terzo inverno.
In generale, comunque, il maschio non deve essere grasso ma sicuramente non magro, mentre alla femmina possiamo concedere un po' di ciccia in più per evitare che interrompa - o non inizi affatto - la produzione follicolare (le riserve di grasso saranno infatti usate come nutrimento delle future uova).



Femmina in perfetta forma in vista di una riproduzione



Ciclaggio e accoppiamenti


In natura, i serpenti sono soggetti a cambiamenti climatici dell'areale d'origine che stimolano gli animali ad iniziare il ciclo riproduttivo.
In cattività si è soliti quindi
abbassare le temperature prima degli accoppiamenti (questo perché solitamente i serpenti nascono in Primavera, periodo in cui le temperature non sono rigide e c'è una discreta disponibilità di prede).

I
pitoni, essendo animali tropicali, non sono soliti andare in letargo: per loro è sufficiente il cosiddetto ciclaggio, ovvero un abbassamento delle sole temperature notturne.
Nel caso dei pitoni reali, il calo notturno simula il lieve abbassamento delle temperature che si ha nell'Africa centro-occidentale in Autunno e in Inverno, oltre a favorire la produzione di sperma attivo e vitale nel maschio e a facilitare lo sviluppo dei follicoli da parte della femmina.

Approfittando dell'arrivo dei primi freddi (io inizio a Dicembre) si procederà pertanto ad iniziare il ciclaggio, abbassando gradualmente la temperatura nella zona calda fino ad arrivare a 25°C (due gradi ogni due giorni è un'ottima routine).
Il ciclaggio durerà fino all’ovulazione della femmina, dopo la quale si riporterà la temperatura a 31°C costanti per fornire calore agli embrioni.


Dopo un paio di settimane dal raggiungimento del regime da ciclaggio, magari in seguito ad una muta della femmina, si inizierà ad inserire il maschio nel terrario di quest'ultima, lasciandolo fino a che non noteremo la copula o comunque per un massimo di due o tre giorni, per poi riportarlo nella sua teca.
Durante questo intervallo di tempo, il maschio tenterà di posizionare la sua coda sotto quella della femmina, la stimolerà con gli speroni pericloacali e inserirà, se tutto va bene, un emipene nella sua cloaca. L’atto sessuale vero e proprio può durare anche parecchie ore.



Particolare dello sperone di un maschio Pastel che corteggia una femmina ancestrale




A sinistra: copula tra maschio Pastel e femmina ancestrale; a destra: dettaglio
dell'emipene di un Lesser Platinum nella cloaca di una femmina ancestrale


Può capitare che gli animali non si accoppino, specie durante i primi tentativi.
Generalmente non ci si deve preoccupare, hanno solo bisogno di più tempo o la femmina non è ancora recettiva.
Se per tutto l'inverno non si assiste ad un accoppiamento, allora è bene controllare che la stabulazione, la forma degli esemplari e le temperature del ciclaggio siano giuste, oppure provare con un maschio diverso.
Pare inoltre che alzare i valori di umidità nebulizzando di tanto in tanto favorisca gli accoppiamenti in quanto stimola il maschio a corteggiare la femmina.

La femmina sarà fatta accoppiare a intervalli di circa venti giorni (unire gli animali più spesso sarebbe inutile e controproducente per la resistenza del maschio durante tutta la stagione) finché essa non ovulerà o il maschio non vorrà più coprirla.



Sviluppo follicolare


Il follicolo ovarico è la
struttura che contiene l'ovulo e si trova nei due ovari delle femmine.
Ogni ovario contiene un certo numero di follicoli, di cui una parte, se la femmina riceve i giusti stimoli e ha sufficiente riserve di grassi, si sviluppa progressivamente fino a raggiungere una certa dimensione nel momento in cui rilascia l'ovulo (quest'ultimo processo prende il nome di
ovulazione).
Il "segreto" per riuscire ad avere uova fertili è quindi quello di concentrare, per quanto possibile, gli accoppiamenti durante l'arco di tempo che va dall'inizio alla fine del suddetto sviluppo. Nonostante infatti alcune femmine riescano ad arrivare all'ovulazione anche con un paio di accoppiamenti, la maggior parte di esse riassorbirà i follicoli se non entra in contatto con un maschio.

La durata dello sviluppo follicolare può variare ma generalmente è completata nell'arco di 3-5 mesi.
Le femmine, durante questo periodo, assumeranno dei comportamenti grazie ai quali potremo capire se hanno effettivamente iniziato lo sviluppo dei follicoli: il primo "sintomo" (che ci indica anche il momento giusto per iniziare gli accoppiamenti) è il tentativo di abbassare la loro temperatura corporea spostandosi in zona fredda (spesso avvolgendosi attorno alla ciotola dell'acqua); solitamente cominciano a rifiutare i pasti (per poi riprendere a mangiare voracemente dopo poco tempo) e, quando i follicoli avranno raggiunto una dimensione considerevole, non sarà raro aprire la vasca e beccarle a pancia in su (come se, in questa posizione, sentissero meno il peso delle future uova).



Ancestrale in zona fredda attorno alla ciotola dell'acqua: in questo modo la femmina
abbassa la sua temperatura corporea per favorire lo sviluppo follicolare





La stessa femmina riversa sulla schiena nel tentativo di cercare una posizione confortevole


Lo sviluppo follicolare diventa comunque visibile ad occhio a partire dai 30 giorni precedenti all'ovulazione per il progressivo gonfiarsi della femmina all'altezza degli ovari. A causa degli sbalzi ormonali essa inizierà anche a schiarirsi e sbiadire (
glowing). Generalmente è poco prima di questo periodo che smette di mangiare.




Avanzato sviluppo follicolare, con rigonfiamento e "glowing" ben visibili


Ovulazione


La femmina, quando i follicoli raggiungeranno i 4,5 cm di diametro, avrà appunto l‘
ovulazione (i follicoli rilasciano gli ovuli che vengono spostati negli ovidotti e fecondati).
Notare l'ovulazione è molto facile, ma è altrettanto facile ingannarsi e scambiare un avanzato sviluppo dei follicoli con un'ovulazione vera e propria: essa è infatti l'apice del suddetto sviluppo.
L'ovulazione dura comunque solo 24 ore, durante le quali la femmina è
estremamente gonfia, apatica, durissima al tatto. Superate queste 24 ore il gonfiore sparisce totalmente e l'animale torna al colore precedente lo sviluppo dei follicoli.
Ad ovulazione avvenuta si ricomincerà ad alzare, sempre gradualmente, le temperature notturne, portandole, sempre nella zona calda, a 31°C.



Femmina in ovulazione (con sette uova): da notare il "glowing" al suo massimo



Uova e incubazione


Circa due settimane dopo l'ovulazione la femmina finirà la cosiddetta
muta pre-deposizione (pre-laying shed) e preferirà stazionare in zona calda fino al lieto evento, che avverrà dopo 30 giorni circa.



Femmina intenta a ovodeporre: la madre durante e dopo la deposizione potrà essere molto aggressiva


Le uova saranno bianche, dal guscio morbido e grandi poco più di quelle di gallina, con all'interno delle venature che indicheranno la fertilità delle stesse (spesso sono visibili ad occhio nudo, ma per maggior sicurezza potremo "sperarle", ovvero illuminarle con una lampadina in completa oscurità).
A volte, purtroppo, capita di avere
slug. Esse sono uova non fecondate, più piccole, di colore giallastro, viscide e dal cattivo odore. Alla speratura risultano totalmente bianche.



A sinistra: madre che protegge le uova; a destra: "clutch" di uova




Speratura di un uovo fertile con venature in evidenza (a sinistra) e di uno slug (a destra)


Deposte le uova si potrà scegliere se farle covare alla madre o utilizzare un’incubatrice. Io consiglierei quest’ultima opzione, decisamente meno rischiosa per i piccoli in quanto assicura valori stabili di temperatura ed umidità.
Inoltre la femmina potrà, dopo che avremo lavato lei con sapone neutro (a parte la testa) e disinfettato la teca/vasca per non lasciare tracce olfattive delle uova, riprendere ad alimentarsi normalmente entro una o due settimane.


Le uova di pitone reale vanno incubate ad una temperatura di
31°C con il 90% circa di umidità. Se non nelle prime 4-5 ore successive alla deposizione non andrebbero separate (tranne nel caso di un uovo totalmente coperto dagli altri, ma coi reali è raro) dato il rischio di danneggiare il guscio, né vanno girate o ruotate, altrimenti l'embrione potrebbe affogare.


Io incubo le uova in una vasca di plastica chiusa ermeticamente riempita a metà con un mix di vermiculite e acqua in rapporto 1:1 (per peso, non per volume). Se si bagna troppo la vermiculite, le uova potrebbero marcire per il contatto con l'acqua.
Per assicurarci che non vi sia troppa acqua, possiamo prendere un pugno di vermiculite e strizzarlo: esso dovrà compattarsi come la sabbia bagnata sulla riva di una spiaggia, ma non dovrà uscire acqua.
E' bene evitare che le uova siano a contatto con le pareti della vasca, poiché la condensa che vi si depositerebbe potrebbe farle marcire.



Uova nella vasca con vermiculite e acqua


La vasca sarà messa nell'incubatrice vera e propria: io uso un vecchio frigo con una serpentina attaccata sul fondo e un termostato. In ogni caso va bene qualsiasi contenitore ermetico capace di assicurare i corretti valori di umidità e temperatura alla vaschetta delle uova.

Ogni quattro cinque giorni si potrà aprire il coperchio per controllare le uova e far cambiare l'aria (nelle ultime due settimane gli scambi gassosi tra uova e ambiente esterno aumentano, quindi il ricambio d'aria va fatto ogni due giorni).


La schiusa delle uova a queste temperature avviene mediamente entro 60 giorni. Quando la loro testa farà capolino dall’apertura, i piccoli regius rimarranno nell’uovo il tempo necessario al riassorbimento del sacco vitellino. Non andranno disturbati o spostati finché non decideranno di uscire da soli (impiegheranno un paio di giorni circa).



Schiusa di pitoni reali da uova tagliate (tre di cinque sono ancora nelle uova, pronti ad uscire in poche ore)


Appena nati misureranno tra i 25 e i 35 cm, dopo averli puliti potranno essere alloggiati singolarmente in una vasca 40x20 attendendo la prima muta della loro vita prima di offrire loro il pasto, che potrà essere un pinky di ratto o un fuzzy di topo con un ritmo di un pasto ogni quattro o cinque giorni.



Piccolo Lesser Platinum appena uscito dall'uovo

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