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Scheda Pitone reale - Stabulazione

Schede > Python regius


Per
stabulazione si intende la disposizione dell’animale in uno spazio chiuso, arredato e con i migliori valori di umidità e temperatura in relazione alle necessità della singola specie.



Vasca o teca?


E' opinione comune tra gli allevatori di questa specie (che personalmente condivido) che il miglior modo per allevare i pitoni reali sia stabularli in
contenitori di plastica alti dai 15 a 20 cm, la cui base sarà calcolata secondo la seguente formula: lato lungo + lato corto = lunghezza del serpente.
Molto più empiricamente, ad ogni modo, basterà attenerci ad un semplice principio:
la vasca (o la teca) dev'essere grande abbastanza da permettere al serpente di termoregolarsi adeguatamente, riuscendo a sostare comodamente in zona calda o in zona fredda senza "sforare".

Attenendomi al suddetto principio, io stabulo i baby fino ai 300 gr in contenitori con base 40x20, i subadulti fino ai 1000 gr in vasche 60x40 e gli adulti sopra il kg in vasche 80x40x20 o 80x60x20 (nel caso di femmine superiori ai 3 kg).
Bisogna sempre tenere a mente che
Python regius è un animale fossorio che passa le sue giornate nascosto in anguste tane abbandonate da roditori o altri animali. I serpenti in generale sono piuttosto statici e possono risentire di ampi terrari, sentendosi spaesati, quindi digiunando o essendo aggressivi. Una vasca non troppo sviluppata in altezza, assieme alla penombra, garantirà loro la sicurezza e la tranquillità necessarie al loro benessere.
Ai lati corti delle vasche saranno applicati dei
fori d'areazione: basteranno due file da 6-7 fori di 5 mm per ciascun lato, con l'accortezza di praticarli ad altezze sfalsate per evitare spifferi.

E' comunque possibile costruire una teca, ma mi sento di consigliarla
solo per adulti o animali poco timidi e dall'ottimo appetito.

A mio avviso le migliori teche sono quelle in legno, con vetri scorrevoli sul davanti: il legno trattiene maggiormente il calore rispetto al vetro o la plastica ed è facilmente lavorabile per inserire fili e quant’altro, ma necessita di essere trattato con vernici resistenti all'acqua per evitare che marcisca. I migliori materiali sono il multistrato con un paio di mani di flatting o il bilaminato.
Anche per i terrari sono necessarie le prese d'aria ad altezza sfalsata su lati opposti.



Rack system


Un rack system è essenzialmente uno scaffale composto da più teche impilate l'una sull'altra o, più comunemente in ambito terraristico, da ripiani in cui inserire le vasche per l'allevamento degli animali.
Quest'ultimo tipo di rack si è molto diffuso negli ultimi anni grazie anche ai pitoni reali e permette agli allevatori di minimizzare lo spazio e la manutenzione dei componenti pur garantendo agli animali lo spazio necessario per vivere adeguatamente.
Nonostante l'idea di confinare degli animali in vasche di plastica possa sembrare (almeno al primo impatto) crudele, bisogna ricordare nuovamente che i pitoni reali sono animali molto statici, schivi, e soprattutto terricoli: pur sacrificando l'altezza - che non verrebbe tra l'altro sfruttata - ma conservando un adeguato spazio in lunghezza e profondità potremo garantire loro una vita tranquilla e riservata.
Qualsiasi allevatore di reali che abbia un buon numero di esemplari per poter fare un bilancio credibile potrà confermare che questi hanno migliorato il loro appetito o mostrato meno segni di stress una volta spostati in un rack.
Un rack ben progettato rappresenta inoltre un risparmio enorme di tempo e spazio impensabile con delle teche (in uno scaffale della misura di 120x80x150 mantengo una trentina di esemplari e ogni giorno mi dedico ad una pulizia che in molti definirebbero maniacale di ogni vasca per un tempo massimo di 30 minuti scarsi) permettendoci quindi di tenere molti animali senza il rischio di trascurarli.

Un rack può essere autocostruito (in legno o polypan) o comprato pronto per essere assemblato (in ferro): personalmente, nonostante un rack in ferro sia davvero bello da vedere, mi sento di sconsigliare quest'ultimo per i pitoni reali e gli altri serpenti tropicali. Un rack in ferro offre un isolamento termico pari a zero e, a meno che non si riscaldi la stanza a 25-27 gradi, aumenta a dismisura il rischio di malattie respiratorie o comunque di altre patologie legate al freddo. Inoltre costa davvero tanto a causa delle modalità di produzione e dei materiali (il doppio di uno artigianale costruito in legno).
Un rack in legno rappresenta invece un ottimo isolante se non riscaldiamo la stanza e costa decisamente meno, sia che decidiamo di comprarlo già fatto o che lo costruiamo noi. A tal proposito, i migliori materiali sono il multistrato marino (da trattare con un paio di mani di flatting) o il bilaminato, che non ha bisogno di essere trattato contro l'umidità.

Io ho costruito il mio rack a otto ripiani in multistrato marino e ho speso (tra legno, vasche, tappetini, termostati e vernici varie) circa 600 euro.
In esso sono contenute una trentina di vasche di tutte le misure indicate in precedenza.



Vasca 40x20 con dentro un baby ancestrale




Vasca 60x40 per una Pastel subadulta




Vasca 80x40 con una Pastel adulta



Riscaldamento e umidità


La prima regola di cui dobbiamo ricordarci quando stabuliamo un
Python regius è quella di fornire un gradiente termico - diverse temperature all'interno della teca - all'animale. Essendo animali a sangue freddo, i reali regolano la loro temperatura grazie a quella esterna in base alle loro necessità: se hanno bisogno di caldo si sposteranno in un punto precedentemente riscaldato dal sole, o cercheranno una zona più fresca se il calore è eccessivo.
Per questo dovremo garantire al nostro pitone reale una zona calda (riscaldandola artificialmente) e una lasciata a temperatura ambiente.

Per ottenere tutto ciò basterà procurarsi un
tappetino o un cavetto riscaldanti grandi abbastanza da coprire circa la metà della base e collegarli ad un termostato dotato di sonda per mantenere la temperatura costante a 31° al suolo.
Il riscaldamento, se inserito in terrario, dovrebbe essere isolato con un foglio di compensato da 3 mm per evitare che l'animale vi entri in contatto.



Tappetino riscaldante e termostati Microclimate


Le lampade sono superflue per un animale terricolo e notturno, seccano l’aria e devono essere schermate con una rete metallica per evitare che l’animale si ustioni, inoltre con la loro luce disturbano l'animale e sono innaturali in quanto Python regius si riscalda per conduzione grazie al calore che il terreno accumula durante il giorno e rilascia di notte.


L’
umidità è il secondo importante parametro di cui avere cura. E' infatti essenziale garantire al serpente l'umidità necessaria a non farlo disidratare e a favorire il distacco della muta. Essa dovrà aggirarsi tra il 50% e il 60%: un simile tasso di umidità è facilmente raggiungibile in un contenitore chiuso e non vi sarà bisogno di prendere particolari accorgimenti.
Un'umidità costantemente alta, unita allo scarso ricircolo, può provocare patologie respiratorie e di altro genere, ma in muta è opportuno nebulizzare con uno spruzzino una volta al giorno



Substrato e setup


Per quanto riguarda il
substrato, le opzioni sono molteplici: fogli di giornale o carta assorbente, aspen, trucioli, torba, scaglie di corteccia, cypress mulch.
Personalmente ho sempre usato
giornali e trucioli/aspen: i primi sono ottimi per la facilità con cui si possono reperire a costo zero e per la praticità di ricambio, possono fungere da tana, ma non sono molto belli da vedere; i secondi sono reperibili in qualsiasi consorzio agrario (ricordate che devono essere di faggio, non di abete o altre conifere, e soprattutto depolverati), sono leggermente meno economici ma hanno il vantaggio di assorbire feci e urati e relativi odori, rendendo più semplice la pulizia (basta togliere il mucchio su cui il serpente ha sporcato e sarà possibile continuare a usare il resto), inoltre sono molto più belli da vedere.
Starà a voi scegliere quale usare in base alle vostre esigenze.
Sconsigliati tappetino di erba sintetica (appena si bagna diventa un ricettacolo di batteri e funghi, va lavato completamente dopo ogni deiezione), sabbia (può causare occlusioni se ingerita involontariamente) e qualsiasi substrato troppo polveroso.


Per l’arredamento, potete sbizzarrirvi come più vi aggrada, ricordando che più roba inserirete maggiore sarà il tempo che dovrete dedicare alla pulizia. Non potete però fare a meno di questi elementi: una
tana (se non usate fogli di giornale) e una vaschetta dell’acqua. La prima andrà messa nella zona calda, ed è possibile ricavarla da vasi di plastica rovesciati e opportunamente forati; la seconda servirà, ovviamente, a dissetare l’ofide. Ma quest’ultima ha anche un’altrettanto importante funzione: mantiene l’umidità attraverso l’evaporazione dell’acqua.

Se volete utilizzare rami all’interno della teca, ricordatevi di usare alberi da frutto e non conifere.
Prima di metterlo bollitelo in acqua o in forno, oppure lavatelo con acqua e amuchina, o ancora dategli una passata di Vaporetto.


Il terrario e gli accessori in esso contenuti vanno sterilizzati allo stesso modo
ogni 60 giorni.


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