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Scheda Pitone reale - Svezzamento dei baby

Schede > Python regius


Una covata di pitoni reali schiusa con successo può essere una grande soddisfazione, ma il lavoro di un allevatore che si rispetti non termina certo qui: è suo preciso dovere svezzare i baby prima di cederli, assicurandosi che siano perfettamente mangianti.
In questa scheda vedremo quindi come occuparci di un baby reale dal momento della schiusa alla fine dello svezzamento in cui avremo un piccolo sano, affamato e magari abituato al decongelato.



Primo respiro


Un baby regius, dopo aver bucato l'uovo, rimane in esso un paio di giorni (magari facendo capolino con la testa di tanto in tanto) per assorbire i resti del sacco vitellino, che costituiscono praticamente il suo vero primo pasto.
E' importantissimo, in questi primi giorni di vita, non disturbare il piccolo toccando l'uovo o aprendo ulteriormente il taglio (o tantomeno tirandolo fuori), altrimenti il continuo stress potrebbe spingerlo a lasciare il suo rifugio sicuro senza aver completamente assorbito il vitello.
Un reale che si lascia alle spalle il sacco vitellino tende a nascere più piccolo del normale, poco reattivo e, a volte, con problemi di natura neurologica o fisica. Solitamente comincia anche mangiare più tardi dei fratelli, ma quando lo fa recupera abbastanza in fretta il terreno perduto.

Finito di assorbire il sacco vitellino il baby reale, che misurerà circa 30 cm e avrà un peso medio di 65 gr, è pronto ad uscire dall'uovo ed essere spostato nella sua vaschetta.



Prima muta


E' preferibile sistemare sin da subito i baby singolarmente in una vaschetta 40x20 come da
stabulazione che avrà come substrato carta assorbente costantemente inumidita (umida, non zuppa!), in quanto fino alla prima muta sono abbastanza inclini a disidratarsi.
Due o tre nebulizzate al giorno saranno sufficienti ad assicurare un buon livello di umidità.

Potremo sessare il nostro piccolo reale sin dalla nascita, sia con il popping che con le sonde, senza rischiare di far loro male.

Entro una decina di giorni, in cui potremo trovare nel box urati/feci ed eventuali resti del vitello staccatisi prima che si chiuda l'ombelico, i baby mutano per la prima volta e mostrano la loro effettiva colorazione, permettendoci di utilizzare un substrato asciutto e di iniziare a nutrirli.

E' in questa decina di giorni che può manifestarsi una complicazione abbastanza pericolosa - seppur non molto comune - denominata in gergo
hard belly (letteralmente "pancia dura"): il nutrimento del sacco vitellino non viene riassorbito e si solidifica all'interno dell'apparato digerente, diventando duro come la pietra e rendendone impossibile - nella maggior parte dei casi - l'espulsione dalla cloaca. In questo caso è obbligatorio l'intervento chiurgico - non senza rischi - presso un veterinario specializzato.
Personalmente ho riscontrato questo problema in un solo esemplare da me riprodotto - un piccolo Lesser - che dopo l'operazione, seppur rimasto più piccolo dei fratelli, ha iniziato a nutrirsi normalmente e da solo, crescendo senza problemi.



Primo pasto


A volte si sente in giro che svezzare i regius non sia così facile e comporti diversi problemi, ma - salvo casi sporadici - non è così.
Le chiavi per far partire un baby reale in poco tempo sono fondamentalmente due:
offrire la preda giusta e avere pazienza.
Terminata la prima muta lasceremo al piccolo reale qualche giorno di riposo, in seguito ai quali potremo effettuare il primo tentativo.
La preda migliore per il primo pasto (nonché praticamente l'unica che accettano subito e senza troppe storie) è
un topo quasi o appena svezzato, vivo: i reali in svezzamento non sono attratti da topi o ratti pinky o primopelo (probabilmente a causa dell'assenza del pelo e della poca motilità) e purtroppo, almeno ai primi tentativi, ignorano totalmente le prede decongelate o prekilled, presumibilmente perché spaventati dalla presenza di chi offre loro da mangiare con le pinze.
Lasciando la preda assieme al serpente nella sua vaschetta senza disturbarlo non dovrebbe passare molto tempo prima che questo la costringa e la mangi. Dopo dieci minuti potremo considerare il tentativo fallito e riprovare non prima di 5-7 giorni (meglio avere pazienza adesso che ritardare il momento del pasto offrendo il topo continuamente stressando così l'animale).
La maggioranza dei baby accetta il topino vivo al primo o al secondo tentativo se non effettuati troppo presto.

Purtroppo, come accennato più su, capitano le eccezioni: nel in cui caso la preda giusta e la pazienza non fossero sufficienti a far partire un baby in 4-5 tentativi distanziati tra loro una settimana a intervalli via via crescenti sarà opportuno prendere provvedimenti e tentare il cosiddetto
assist feeding, ovvero l'alimentazione assistita.
L'assist feeding è ben diverso dal
force feeding (alimentazione forzata, da utilizzarsi esclusivamente come ultima spiaggia) in quanto la preda non viene forzata completamente dentro la gola dell'animale, ma viene semplicemente appoggiata in bocca: il serpente, se tutto va bene, sarà spinto a ingoiarla da solo dal suo istinto.
Per effettuare l'alimentazione assistita dovremo usare una preda più piccola (un primopelo di topo andrà benissimo) e bloccare, delicatamente ma in modo deciso, la testa del serpente per poi aprirgli la bocca usando il muso del primopelo. Fatto ciò spingeremo, aiutandoci con delle pinze, la testa della preda in gola e chiuderemo le mandibole del pitoncino sul corpo di quest'ultima, appoggiandolo delicatamente nel box e rimanendo fermi per non spaventarlo. Il baby reale, dopo un primo momento di sbandamento, dovrebbe iniziare a ingollare il topino da solo. Nel caso non ci riuscisse basta riprovare una settimana dopo, senza fretta. Dopo un paio di pasti effettuati in questo modo solitamente i baby iniziano a nutrirsi da soli.

Nel caso in cui nemmeno l'assist feeding funzionasse non resta che affidarci all'alimentazione forzata. Usando una preda ancora più piccola (un pinky di topo) terremo aperta la testa del serpente e gli apriremo la bocca come nell'alimentazione assistita, ma stavolta spingeremo la preda per 4-5 cm lungo l'esofago del baby aiutandoci con le pinze.
Per evitare che questo sputi il pinky una volta spinto all'interno ne aiuteremo la discesa nello stomaco passandogli delicatamente le dita sulla pancia.

Mi preme sottolineare che l'alimentazione forzata è una pratica molto, molto stressante e perciò va effettuata solo in casi di reale necessità e soprattutto da mani esperte. Inoltre nel 99% dei casi i baby reali inizieranno a mangiare da soli o con qualche pasto assistito, quindi vi invito nuovamente a non fasciarvi la testa troppo presto e ad avere tanta, tanta pazienza.



E dopo..?


Una volta che il pitoncino effettua tre o quattro pasti con topi vivi potremo "switcharlo" ai ratti (prede ben più nutrienti) ed eventualmente alle prede decongelate.
Nella maggior parte dei casi i baby accettano senza problemi i ratti non facendo differenza tra questi e i topi, basterà offrirli della dimensione giusta.

In caso di scarsa fortuna, per quella che è la mia esperienza mi sento di dire che il metodo più efficace per "switchare" un reale da topo a ratto è il cosiddetto
trenino, che consiste nell'offire un topo e, mentre il serpente lo sta ingollando, appoggiare il muso di un rattino al "didietro" del topo, come se fossero una preda sola. Se si fa tutto delicatamente, seguendo i movimenti del serpente più che forzandoli, quest'ultimo non dovrebbe accorgersi dell'inganno e ingoierà anche la seconda preda.
Questa tecnica funziona non solo coi reali baby, ma è efficace per molti serpenti di tutte le taglie. E' come se, in un paio di pasti, si abituassero all'odore e al sapore del ratto di modo che, nei pasti successivi, lo riconoscano come preda.
Fare un trenino non è facilissimo se non lo si è mai provato, ma non è neppure difficile: è questione di esperienza e manualità, che vanno acquisite "sul campo"; l'importante è cominciare a provare e l'abilità arriverà da sola!

Per quanto riguarda il cibo decongelato vale lo stesso discorso: sono davvero pochi i reali baby nati in cattività che mostrano riluttanza ad accettare prede morte purché siano ben svezzati e se queste sono scaldate bene.
Nel caso in cui il baby non dovesse accettarle, l'unica cosa da fare è avere pazienza e effettuare tentativi a intervalli ampi, senza offrire cibo vivo se dovesse rifiutare il morto (in poche parole bisogna prenderlo per fame). Per questo consiglio di tentare solo se il pitoncino è in salute, in carne e con più di qualche pasto all'attivo. Prima o poi anche i più rognosi cedono e, se non lo fanno, è semplicemente perché abbiamo troppa fretta di farli mangiare e crescere, finendo per arrenderci.

Per concludere, non sto qui ad elencare tutti i vantaggi del cibo decongelato rispetto a quello vivo (potete comunque trovarli alla scheda sull'
alimentazione), ma una cosa è certa: più lo si nutrirà con cibo vivo più fatica dovremo fare per fargli accettare quello morto. Meglio perdere un po' più di tempo prima che ritrovarci con un adulto che non vuole sapere di prede che non sono vive!



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